Più diminuiscono gli infermieri, più aumentano i decessi in ospedale

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Il Collegio Infermieri di Pordenone è preoccupato per i continui tagli alle assunzioni di infermieri nella nostra provincia. Per contenere la spesa sanitaria si sta sempre più abbassando il numero degli infermieri che operano sia negli ospedali che sul territorio.

In un recente studio internazione promosso per valutare l’opportunità di misure contenitive della spesa riguardante il comparto infermieristico, che rappresenta uno dei capitoli di spesa più importanti in ambiente ospedaliero, si è evidenziato che le misure di austerità e i tagli al personale del sistema sanitario rischiano di provocare gravi danni alla salute dei malati.

Lo studio, pubblicato su “The Lancet”, è stato condotto in 300 ospedali di 9 Paesi europei.

I ricercatori hanno sottoposto un questionario a 26.516 infermieri e analizzato le cartelle cliniche di 422.730 malati di età superiore ai 50 anni che hanno subito gli interventi chirurgici più comuni.

Per ogni assistito che viene aggiunto al carico di lavoro medio di un infermiere, la probabilità dei malato di morire entro 30 giorni dal ricovero cresce del 7%.

Tale possibilità si riduce invece del 7% se si aumenta del 10% il personale infermieristico laureato.

In definitiva, avvertono i ricercatori, “i tagli al personale infermieristico per risparmiare potrebbero avere effetti negativi sui risultati di salute dell’assistito, mentre migliori livelli formativi per gli infermieri potrebbe ridurre le morti evitabili in ospedale”.

Alla luce di questi risultati il Collegio infermieri di Pordenone chiede agli Amministratori locali e regionali di valutare con attenzione dove effettuare i tagli alla spesa sanitaria evitando di mettere  a rischio l’assistenza infermieristica e di conseguenza la sicurezza degli Utenti.

(pubblicato il 4/03/2014 sui quotidiani: Gazzettino e Messaggero Veneto)

 

 

Il Presidente del Collegio IPASVI di Pordenone

Dott. Luciano Clarizia

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